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L'UNIONE SARDA - Economia: L'E.On è verde: fotovoltaico ed eolico - 7.11.2009

posted Dec 3, 2009, 7:48 AM by Daniele Pulcini   [ updated Oct 19, 2011, 9:12 AM by Unknown user ]


Porto Torres. L'azienda tedesca annuncia investimenti in energia alternativa 

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Non solo carbone a Fiumesanto. La società E.On, proprietaria della centrale termoelettrica del nord Sardegna ha annunciato ieri l'intenzione di costruire un impianto fotovoltaico da 40 megawatt, e uno eolico da 30 megawatt. Tutto questo con un investimento di circa 100 milioni di euro. I cantieri in particolare quello per la realizzazione dell'impianto fotovoltaico, potranno essere aperti già dal prossimo marzo. Molto dipende dal quanto tempo occorrerà a E.On per ottenere le autorizzazioni necessarie. Come hanno spiegato ieri, il responsabile risorse umane e sviluppo del territorio di E.on, Paolo Venerucci, e il direttore della centrale di Fiumesanto, Marco Bertolino, gli impianti saranno realizzati nell'area circostante la centrale. I lavori potrebbero concludersi in nove mesi, e il parco fotovoltaico garantirà occupazione a un centinaio di operai. L'annuncio segue un incontro avvenuto ieri mattina tra i vertici di E.On e il sindaco di Porto Torres, Luciano Mura, che nei giorni scorsi aveva criticato la società elettrica. In occasione della conferenza di servizi per l'Area Integrata di Fiume Santo, svoltasi il 29 ottobre scorso al ministero dell'Ambiente a Roma, Mura aveva lamentato una scarsa spinta di E.On sulla Regione per l'ottenimento della delibera di autorizzazione alla costruzione del nuovo gruppo a carbone, che dovrebbe sostituire i due gruppi della termo centrale che bruciano oli combustibili. Dalla Regione si aspetta una delibera che darebbe il via alla fase dei lavori per la nuova mega centrale a carbone. Il progetto per la realizzazione del nuovo gruppo, tecnologicamente avanzato e molto meno inquinante, non sarà rallentato dai nuovi investimenti sulle energie rinnovabili. Dall'ottenimento del decreto, i lavori dovranno iniziare entro tredici mesi. Il successivo abbattimento dei gruppi 1 e 2, non più necessari una volta entrato a regime il gruppo 5, restituirà al territorio una fascia litoranea importante e sfruttabile. ( v. g. ) 
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