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Barche Robot per il monitoraggio delle acque

posted Jan 31, 2012, 8:02 AM by admin dp
hydronet
Un progetto di ricerca che sembra acquisire un’importanza particolare proprio in queste ore, in cui stanno cominciando le operazioni di avvicinamento al relitto di Costa Concordia da parte della Smit Salvage e con l’inizio delle operazioni di trasferimento del carburante in programma per sabato.

Stiamo parlando di HydroNet, coordinato dall'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e svolto quasi interamente presso il “Polo di Ricerca delle Tecnologie per il Mare e la Robotica Marina”, situato allo Scoglio della Regina, a Livorno, che il 28 gennaio 2012 vedrà la dimostrazione ufficiale delle sue potenzialità e dei risultati raggiunti fino a questo momento.

Il progetto di ricerca, cofinanziato dalla Comunità europea e al quale hanno partecipato numerosi centri di eccellenza e due aziende toscane, ha sviluppato una flotta di piccole barche-robot autonome e boe capaci di monitorare lo stato delle acque costiere e lacustri.

Scanner laser, sensori Gps, sonar e bussole per far navigare il robot in diversi scenari che potrebbero permettere di prevenire le collisioni sopra e sotto l'acqua e rappresentare un'arma efficace per combattere le fuoriuscite di petrolio.

La “missione” è programmata dinamicamente da una stazione di controllo e può essere modificata in qualsiasi momento. Le analisi dell’acqua, prelevata fino ad una profondità di 50 metri, vengono effettuate in situ e i risultati inviati in tempo reale tramite un ponte radio alla stazione di controllo.

Le caratteristiche fisiche (salinità, Ph, temperatura, ecc) e chimiche (metalli pesanti, -Hg, Cd, Cr- e idrocarburi in superficie e/o disciolti), rilevate da sensori miniaturizzati realizzati nell’ambito del progetto e installati sui robot, forniscono informazioni immediate sullo stato di salute delle acque e costituiscono l’ingresso per modelli previsionali e di dispersione integrati nella stazione di controllo. Grazie alla funzionalità di ripetitore dei robot e delle boe, le acque antistanti circa 30 km di costa possono essere monitorate giornalmente.

La Commissione europea deciderà se continuare a finanziare Hydronet entro la fine di gennaio. Se ciò avvenisse, si potrebbe arrivare presto alla produzione commerciale e all’utilizzo del nuovo sistema parallelamente a quelli già esistenti in situazioni di fuoriuscita di petrolio, come sta accadendo sulla costa toscana.

Tratto da Tecnici.it

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